PEDALARE SUI RULLI: COSA CAMBIA?
Tendenzialmente la mia esperienza dice che non vale la pena cambiare la posizione; non c’è alcun motivo per farlo se l’indoor training è alternato a sedute di allenamento outdoor o...
La posizione in bici sui rulli va cambiata rispetto a quando si pedala su strada? La bici non ha oscillazioni laterali che assecondano la pedalata. Questo cosa comporta? Rispondiamo a tutte queste domande con Niklas Quetri di ASG Bike Science, il mio biomeccanico di fiducia

Tendenzialmente la mia esperienza dice che non vale la pena cambiare la posizione; non c’è alcun motivo per farlo se l’indoor training è alternato a sedute di allenamento outdoor o magari, come nel caso dei triathleti, intervallato da training di altre discipline come corsa e nuoto.

“Si dovrebbero poi comunque attendere degli adattamenti sul lungo periodo – conferma Niklas -, che verrebbero meno nel momento in cui si alternano sedute di indoor training con altre outdoor. Per spiegare cosa cambia esattamente, vediamo un po’ come si comporta la nostra muscolatura. Quello che succede ‘in acuto’ durante la pedalata sui rulli è un maggior coinvolgimento della muscolatura del retto femorale e degli ischio crurali. Anche l’ileo psoas lavora molto di più, a causa una maggior intensità della fase di recupero del piede durante la pedalata e dell’assenza quasi totale dell’inerzia. C’è poi un coinvolgimento maggiore degli adduttori soprattutto perché, in assenza dell’oscillazione laterale che la bici ha su strada, il corpo attiva una compensazione sfruttando questi muscoli come stabilizzatori. Essendo molto più statica la pedalata, gli addominali invece tendono a lavorare meno, così come il grande gluteo e quindi necessitano un potenziamento dedicato a parte”.

Il tema dell’assenza dell’oscillazione laterale pedalando su smart trainer, è una questione che spesso mi trovo ad affrontare anche con gli atleti che alleno. Si tratta di una delle cose più evidenti a chiunque approcci l’indoor training. Quello che accade è che il corpo deve compensare questa oscillazione, a meno che si abbia la fortuna di possedere uno smart trainer di ultima generazione, come il Tacx Neo2T Smart che utilizzo io, che ha un sistema nel mozzo della ruota che simula appunto questo ondeggiamento.

“Esatto – specifica Niklas -. I rulli di più alta gamma oggi permettono in realtà di assecondare l’oscillazione della bici. Ci sono poi anche brand che producono una sorta di tavola sulla quale è possibile fissare il rullo e quindi far ondeggiare tutto il complesso ‘rullo-bici-atleta’. Si tratta chiaramente sempre di una soluzione palliativa, che non corrisponde in pieno a quanto succede in strada, ma prova ad andarci molto vicino. Se non si usa questo genere di prodotto avanzato, va da sè che il corpo debba compensare molto l’assenza di oscillazione laterale e che quindi sia portato a lavorare molto di più sui muscoli del core, sulle spalle e che si accusi un maggior sfregamento a livello di sella sul bacino”.